
Presentazione del libro di ARTURO BERNAVA
ELEVATEMENTI
Edizioni Tabula fati
Sabato 11 dicembre, ore 18,00
Libreria De Luca
Via C. De Lollis - Chieti
Presenta Marco Tornar
Parteciperanno l'Autore, l'editore Marco Solfanelli
e Pierluigi Amadio che leggerà alcuni brani dell'opera
ELEVATEMENTI
Edizioni Tabula fati
Sabato 11 dicembre, ore 18,00
Libreria De Luca
Via C. De Lollis - Chieti
Presenta Marco Tornar
Parteciperanno l'Autore, l'editore Marco Solfanelli
e Pierluigi Amadio che leggerà alcuni brani dell'opera
Scheda del libro
Io sono il Vate e canto gli elementi. ELE Vate MENTI.
Io sono il Vate ed incito le generazioni future. Elevate Menti.
Elevate Menti oh giovani generazioni, perché se costruite le case, fate in modo che non crollino!
Elevate Menti, voi che fondate le vostre fortune sulle disgrazie della gente. Perché la vita umana non ha prezzo, ma ha valore!
ELE Vate MENTI, cittadini d’Abruzzo. La vostra storia e la vostra tradizione non saranno portate via dalla furia degli elementi che, anzi, sarà testimone della vostra rinascita.
Testimone di una terra che è simbolo di una natura ancora selvaggia, che grida ferita la sua voglia di normalità.
Quattordici racconti, narrati dai quattro elementi della filosofia greca. Fuoco, acqua, terra e aria, raffinati cantori dell’amore, della morte, della gioia e della sofferenza. E poi il Vate che canta la sua terra, canta alla luna e incita i suoi conterranei ad elevare le menti e le anime, per volare alto sulle miserie del mondo.
Un gioco di parole, ele vate menti. Ma che cosa sono le parole se non la risultante di un gioco magico, chiamato poesia?
Arturo Bernava
ELEVATEMENTI
Presentazione di Vito Moretti
Copertina di Massimiliano Reggi
Edizioni Tabula fati
[ISBN-978-88-7475-208-9]
Pag. 144 - € 11,00
http://www.edizionitabulafati.it/elevatementi.htm
L’italiano ha rappresentato, e seguita a rappresentare, il cemento unitario del Paese. Ma negli ultimi decenni ha risentito più delle altre lingue europee della nuova congiuntura storica, caratterizzata da due fenomeni opposti e concomitanti: la globalizzazione e il risorgere sotto varie forme di regionalismi o micronazionalismi che diversamente dai patriottismi del passato non uniscono, ma dividono. Mentre viene ufficializzato l’uso di alcuni dialetti, l’italiano resta ancora una lingua “ufficiosa”, non nominata neppure nella Costituzione. Nessuna meraviglia, quindi, che la situazione linguistica non sia delle più rosee. La stessa anglicizzazione, che tutti lamentano, non è tanto un male in sé, quanto il sintomo, anche se tra i più vistosi, di un malessere più profondo: la disaffezione alla lingua nazionale, che dal Settanta in poi è stata incoraggiata in mille modi.
Marco Solfanelli, Lucio D'Arcangelo, Vito Moretti e Ezio Sciarra


